Tra disoccupazione strutturale e nuove competenze digitali, il progetto EYES costruisce percorsi di formazione inclusiva e innovativa per i giovani in Europa e Africa.
La disoccupazione giovanile è una delle crisi più profonde e strutturali che accomuna l’Africa subsahariana e il Sud Europa.
In Nigeria, Ghana e Camerun, così come in Italia, Spagna e Grecia, i giovani si trovano davanti a un bivio: un sistema educativo spesso scollegato dalle esigenze del mercato e un mondo del lavoro incapace di assorbirne le energie. Secondo il progetto EYES, è proprio qui che si gioca la sfida del futuro: trasformare l’educazione in un volano di occupazione, partecipazione e sviluppo sostenibile.
Giovani senza impiego: i numeri di una crisi sistemica
In Europa meridionale, la disoccupazione giovanile tocca punte drammatiche: 32,3% in Spagna, 27,3% in Grecia, 23,9% in Italia (Statista, 2022). Una situazione aggravata dalla pandemia e dal lento adattamento del sistema formativo alle nuove esigenze digitali e ambientali.
In Africa, la situazione non è meno critica: secondo Poku-Boansi & Afrane (2011), in Ghana i giovani si rifugiano in attività informali o in economie di sopravvivenza. In Nigeria, la disoccupazione giovanile è correlata direttamente all’aumento della violenza e dell’instabilità sociale.
Ma un dato spicca su tutti: l’istruzione, così com’è strutturata oggi, non basta più. In Turchia, ad esempio, è emerso che anche i giovani laureati non riescono a trovare un impiego, segno che il problema non è solo quantitativo ma qualitativo.
Il gap tra scuola e lavoro
La mancanza di dialogo tra sistemi educativi e mondo del lavoro è una costante. Le università e le scuole professionali, in molti paesi, non offrono percorsi coerenti con le reali necessità occupazionali. Le competenze digitali, imprenditoriali, civiche e ambientali sono spesso assenti o marginali nei curricula scolastici, lasciando i giovani disorientati.
Inoltre, nelle aree rurali africane, l’accesso all’istruzione è compromesso da infrastrutture carenti, povertà e disparità di genere. Secondo l’UNESCO, milioni di giovani africani restano esclusi dalla formazione secondaria e terziaria, consolidando un ciclo di marginalità.
La risposta del progetto EYES: formazione e innovazione condivisa
Il progetto EYES affronta questo divario con una strategia multilivello che unisce:
- Formazione online strutturata in 4 cicli tematici, ciascuno con 5 sessioni da 3 ore, per youth workers e giovani su temi chiave come occupazione, SDGs, salute mentale e cittadinanza attiva.
- Piattaforme digitali (LMS, Moodle) dove accedere a contenuti formativi, scambiare buone pratiche e partecipare a sessioni live guidate da facilitatori.
- Simulazioni, role play e peer learning, per tradurre la teoria in competenze pratiche e soft skills.
Con il coinvolgimento diretto di 1920 giovani e 18 facilitatori, il progetto prevede anche indicatori di impatto chiari: ad esempio, un incremento dal 20% al 60% nella comprensione dell’economia sociale e solidale tra i partecipanti.
Il valore dell’educazione non formale
Uno dei pilastri del progetto EYES è il riconoscimento del valore dell’educazione non formale, in grado di colmare i vuoti lasciati dalla scuola tradizionale. Come evidenzia Alçin et al. (2021),
“l’occupazione giovanile non dipende solo dal titolo di studio, ma dalla capacità di adattarsi, innovare e collaborare”.
L’approccio formativo di EYES è orientato alla co-progettazione, favorendo un apprendimento interculturale e interattivo, che include anche i giovani NEET (Not in Education, Employment or Training), spesso esclusi da percorsi istituzionali.
Investire in educazione non è solo una strategia economica, ma una scelta politica e sociale. Il progetto EYES dimostra che, quando ben progettati, i percorsi formativi possono trasformarsi in strumenti di emancipazione e inclusione, capaci di restituire ai giovani la fiducia in un futuro possibile.
Per informazioni su corsi, collaborazioni e partecipazione al progetto:
📧 info@associazionestellamarina.it | 📞 +39 338 5967886