Ansia, isolamento, stigma e disuguaglianze: perché la salute mentale giovanile è una priorità globale e come il progetto EYES costruisce spazi di ascolto, consapevolezza e resilienza in Africa e in Europa.
La salute mentale dei giovani è una sfida invisibile, trasversale, spesso ignorata. Eppure, i dati parlano chiaro: ansia, depressione, disturbi dell’umore e disconnessione sociale colpiscono milioni di giovani, sia in Europa che in Africa. Il contesto post-pandemico ha solo aggravato una crisi già esistente.
Il progetto EYES riconosce il benessere psicologico come condizione fondamentale per l’inclusione, la partecipazione e lo sviluppo. Per questo ha scelto di integrare la salute mentale tra i suoi pilastri operativi, proponendo un approccio interculturale e transcontinentale.
Giovani e disagio psichico: i numeri di un’urgenza globale
In Spagna, Italia e Grecia, la pressione economica, la disoccupazione e le crisi sociali hanno favorito l’aumento di disturbi psichici tra i giovani. Secondo Ploubidis & Grundy (2009), la depressione è diffusa anche tra le generazioni più giovani, in parte a causa della mancanza di prospettive e stabilità.
In Turchia, ricerche recenti (Akkaya-Kalayci et al., 2020) mostrano un’impennata di ansia e depressione tra i giovani nel periodo post-COVID, con un impatto rilevante sulla vitalità e sul rendimento.
Nei paesi dell’Africa occidentale, la situazione è ancora più critica: mancanza di politiche, servizi inadeguati, stigma culturale. In Nigeria, Ghana, Camerun e Gabon, la salute mentale è ancora considerata un tabù, e i servizi psicologici sono concentrati nelle aree urbane e accessibili solo a pochi (Eaton et al., 2015).
Salute mentale e disuguaglianze
Il benessere psicologico è profondamente influenzato da fattori sociali: povertà, marginalità, disoccupazione, migrazione, discriminazioni. L’approccio del progetto EYES parte da questa consapevolezza per affrontare la salute mentale come diritto umano e questione di giustizia sociale.
Lo stigma, inoltre, è un altro ostacolo trasversale. Giovani che soffrono di ansia o depressione si trovano spesso isolati, giudicati o esclusi, aggravando la condizione di malessere e allontanandoli da percorsi educativi e civici.
Il modello EYES: ascolto, formazione e dialogo
Il progetto EYES ha inserito la salute mentale tra i sei temi chiave dei suoi percorsi formativi. Le azioni principali includono:
- Forum tematici online con esperti, psicologi e peer educators, per condividere esperienze e strategie.
- Laboratori di consapevolezza e auto-cura, focalizzati su gestione dello stress, emozioni, relazioni.
- Creazione di uno spazio sicuro digitale, dove i giovani possano esprimersi, ascoltare e supportarsi reciprocamente.
- Educazione interculturale al benessere, che tenga conto delle differenze culturali e dei contesti di vulnerabilità.
Un indicatore centrale del progetto è l’aumento della consapevolezza sul tema: dal 35% al 70% di conoscenza post-formazione tra i 180 partecipanti coinvolti nei forum dedicati.
Una salute mentale “partecipata”
Nel progetto EYES, i giovani non sono solo destinatari, ma attori del cambiamento: facilitatori, attivisti, narratori. Le attività si basano su metodologie partecipative, come il world café e il brainstorming collettivo, per costruire un linguaggio comune sulla salute mentale e condividere pratiche di cura comunitaria.
Conclusione
La salute mentale giovanile non è un lusso, ma una condizione necessaria per la cittadinanza attiva e la sostenibilità sociale. Il progetto EYES lo dimostra, creando spazi di fiducia e conoscenza, capaci di trasformare il disagio in resilienza e il silenzio in dialogo.
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