Impresa giovanile: poche domande per "Resto al Sud". Aumentano per "Nidi"

Impresa giovanile: poche domande per "Resto al Sud". Aumentano per "Nidi"

Il monitoraggio

Tra i giovani pugliesi diminuiscono le domande (67) per la misura voluta dal Governo e gestita da Invitalia "Resto al Sud" ma aumentano quelle per l'analogo strumento regionale NIDI (Nuove iniziative di impresa), in tutto 1500, e per la misura dedicata ai giovani innovativi, PIN (Pugliesi Innovativi), oltre 1400.

È il dato comunicato dall'assessorato alle Politiche giovanili della Regione Puglia. Agli aspiranti imprenditori che operano in Puglia, evidentemente NIDI e PIN appaiono più attrattivi.
«Sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione per la costruzione degli incentivi. - ha sottolineato l'assessore regionale Raffaele Piemontese - Il monitoraggio ci offre l'occasione per invitare il Governo nazionale a collaborare con le Regioni per concordare le misure e non sovrapporle a quelle già attive da tempo e che evidentemente incontrano il gradimento dei beneficiari regionali».
La Regione Puglia avanza dunque una proposta: «discutiamo insieme di come le risorse non impiegate in Puglia sui progetti, possano essere riprogrammate sui servizi di accompagnamento alla creazione di impresa o per il follow up, magari per sostenere la creazione di reti o percorsi di crescita e internazionalizzazione. Su questi temi la Puglia è pronta sin da oggi a collaborare».
Nel dettaglio, con l'incentivo NIDI si è data l'opportunità di autoimpiego a 2.278 soggetti (soci delle 1.596 imprese beneficiarie) precedentemente in condizioni di svantaggio lavorativo.
I motivi di questa attrattività sono nelle caratteristiche stesse dello strumento. NIDI permette infatti di avviare una nuova impresa con un contributo a fondo perduto e un prestito rimborsabile. L'intervento rende possibile a persone con difficoltà di accesso al mondo del lavoro, non solo giovani, anche donne, disoccupati, lavoratori precari con partita Iva e persone che stanno per perdere il posto di lavoro, di risolvere il proprio problema occupazionale attraverso l'autoimpiego. NIDI dunque attrae di più rispetto alla misura statale Resto al Sud non solo per la più ampia platea di destinatari (non solo i giovani), ma anche per l'intensità degli aiuti: NIDI prevede che questi siano ripartiti per il 50% a fondo perduto e per il 50% nella forma del prestito. Il fondo perduto ammonta al 50% sugli investimenti e al 100% sulle spese di gestione. Resto al Sud invece prevede un contributo a fondo perduto solo per il 35%. Quanto al prestito, quello di NIDI è a tasso zero ed è erogato direttamente da Puglia Sviluppo, senza richiesta di garanzie proprio perché i soggetti a cui si rivolge sono deboli, nel caso della misura nazionale invece il prestito è erogato direttamente da istituti di credito, ai quali occorre fornire le garanzie sotto forma di beni aziendali o altro, e sono previsti interessi.




 


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