Agenda 2030: l'Italia è indietro

Agenda 2030: l'Italia è indietro

Il Rapporto

È stato presentato alla camera dei deputati il Rapporto Asvis 2018, che fa il punto sullo stato di avanzamento dell’Italia verso i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e illustra proposte concrete per far sì che il Paese mantenga gli impegni presi nel settembre del 2015 con la sottoscrizione dell’Agenda 2030 dell’ONU.
L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (AsviS) è nata due anni e mezzo fa per diffondere la cultura della sostenibilità e la conoscenza dell’Agenda 2030 e che, con i suoi oltre 200 aderenti, è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia.
Oggi lancia un dato allarmante: l'Italia sta perdendo la sfida dello sviluppo sostenibile. È in grave ritardo: peggiorano povertà(Goal 1), disuguaglianze (Goal 10), condizione economica e occupazionale (Goal 8), condizioni delle città (Goal 11) ed ecosistema terrestre (Goal 15). Per quattro la situazione è rimasta invariata: acqua e strutture igienicosanitarie(Goal 6), sistema energetico (Goal 7), condizione dei mari (Goal 14) e qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16).  
E anche negli ambiti in cui si registrano miglioramenti, (alimentazione e agricoltura sostenibile, salute, educazione, innovazione, modelli sostenibili di produzione e di consumo, lotta al cambiamento climatico, cooperazione internazionale) «a meno di immediate azioni concrete e coordinate, sarà impossibile rispettare gli impegni presi», dicono i portavoce di Asvis. 
È  forte la preoccupazione «per i ritardi accumulati dalla politica che in questi tre anni non ha affrontato in modo integrato i tanti problemi del Paese», sottolinea il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini.
Serve dunque un urgente e decisivo cambio di passo. «Si sono già persi tre anni per dotarsi di una governance che orienti le politiche allo sviluppo sostenibile. Il 2030 è dietro l’angolo e molti Target vanno raggiunti entro il 2020. - commenta Enrico Giovannini portavoce dell'Asvis - Oltre all’immediata adozione di interventi specifici in grado di farci recuperare il tempo perduto sul piano delle politiche economiche, sociali e ambientali, l’ASviS chiede al Presidente del Consiglio di attivare subito la Commissione nazionale per l’attuazione della Strategia per lo Sviluppo Sostenibile, di trasformare il CIPE in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile e di avviare il dibattito parlamentare sulla proposta di legge per introdurre il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione, al fine di garantire un futuro a questa e alle prossime generazioni».


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